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classeAl termine di una serie di incontri, testimonianze, laboratori tematici  e ricerche sulle migrazioni, oggi, 11 febbraio 2023,  vanno in scena i lavori di gruppo elaborati dagli studenti e dalle studentesse della 2i durante la settimana intensiva di Educazione Civica dal titolo “Noi e gli altri. Storie di persone migranti”.

“Come ti chiami”?

“Il mio nome è Kesha Majen. Ho 21 anni. Vengo da Mambara, un piccolo paese del Sud Sudan”.

La storia di Kesha e del suo viaggio a ostacoli, da un villaggio africano fino al tribunale italiano chiamato a decidere sulla sua richiesta di asilo, è stata il filo conduttore di una rappresentazione corale condotta con competenza e creatività attraverso immagini, scenografie, cartelloni, testi rap, drammatizzazioni, racconti. Studenti e studentesse hanno saputo rielaborare in una cornice unitaria i molteplici spunti forniti dagli esperti che sono intervenuti in classe durante questa settimana, con il supporto dei docenti, che hanno co-progettato il percorso e lo hanno accompagnato lavorando in compresenza.

Sono tante le persone da ringraziare per il buon esito dell’iniziativa. Egidio Ibba, marito della prof. Maria Virginia Andelmi,  ha condiviso con la classe la sua esperienza umana e la sua competenza tecnica di dirigente della ditta Impresub. specializzata nel recupero di imbarcazioni affondate anche a grandi profondità. Suleiman, richiedente asilo proveniente dalla Sierra Leone, attraverso la sua storia personale  ci ha introdotto alla tematica più ampia delle migrazioni forzate. Operatrici  e volontarie del Centro Astalli, tra cui la scrittrice Angela Tognolini, non solo hanno fornito molteplici spunti e  informazioni (dall’uso appropriate dei termini migrante,profugo, sfollato interno, rifugiato, clandestino ai riferimenti giuridici riguardanti l’asilo), ma hanno guidato gli studenti in un intenso laboratorio di scrittura immersiva e infine  hanno simulato con un gioco di ruolo il “giro dell’oca” che tanti migranti sono costretti a intraprendere quando lasciano la loro terra. 

Una grande barca di carta su un lenzuolo blu, ricoperta di sagome umane e di riproduzioni di opere d’arte ispirate albarca tema del naufragio, è l’immagine-simbolo di questo percorso didattico ricco e stimolante, che si è svolto in un clima di grande collaborazione e partecipazione.