La classe 4M ha dedicato una settimana all'approfondimento del tema del disagio psichico e della sua percezione nella nostra scuola.
Qui di seguito il frutto della loro indiagine e in allegato i contributi che sono stati pubblicati sulla rivista di settore 'LiberalaMente'.
Bravissime ragazze e bravissimi prof.!
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Siamo una classe quarta del liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Trento, nella settimana dal 16 al 22 gennaio 2023 abbiamo svolto un percorso di educazione civica riguardo il disagio psichico.
Gli obiettivi di questo progetto erano quelli di elaborare due articoli: uno doveva vertere sull’intervista fatta al regista Antonio Viganò, direttore della compagnia teatrale “La Ribalta” di Bolzano, l’altro sull’analisi dei dati raccolti tramite un questionario che abbiamo proposto ad alcune classi quinte e ai docenti dell’istituto. Il questionario aveva lo scopo di rilevare e quindi conoscere il pensiero delle persone coinvolte riguardo le malattie mentali e gli eventuali pregiudizi. I pregiudizi sulle malattie mentali sono un grosso ostacolo per chi ne soffre; infatti, un aspetto fondamentale che può aiutare il malato, è il supporto e la comprensione da parte di amici e familiari. Spesso, però, queste persone non riescono ad aiutare chi presenta un disagio psichico perché non conoscono adeguatamente il problema o sono influenzate da una serie di pregiudizi, che possono provocare nel malato vergogna, senso di colpa e necessità di isolarsi. Tra le persone affette da disagio mentale, quasi 9 su 10 affermano che lo stigma e la discriminazione hanno influenzato negativamente le loro vite. Le condizioni di vita di queste persone, infatti, non dipendono solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado di
accettazione da parte della società.
Campionamento:
La grandezza del campione è stata calcolata da Raosoft Calculator (Raosoft, 2008) con un intervallo di confidenza del 97,2% e un margine di errore del 5%; prendendo in considerazione come popolazione totale 288 studenti, il programma ha calcolato un campione di 181 soggetti. Per quanto riguarda i docenti, è stato determinato un campione di 80 individui su una popolazione totale di 162 professori, con un intervallo di confidenza del 95% e un margine di errore del 7,9%.
Materiali e metodi:
La ricerca è stata condotta presso il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Trento e, prima di effettuarla, è stata approvata dalla Preside Tiziana Rossi.
I partecipanti appartenevano a due gruppi distinti: i docenti del liceo e gli studenti frequentanti le classi quinte. La compilazione del questionario veniva effettuata in modo anonimo ed era richiesto il consenso per il trattamento dei dati, con la corrispondente informativa sulla privacy; per questo motivo sono stati scelti gli alunni dell’ultimo anno, in modo che potessero decidere di aderire al questionario in autonomia, senza dover contattare la famiglia.
Procedura di indagine:
Gli studenti hanno compilato il questionario nelle loro rispettive classi, con la presenza di due somministratrici che hanno illustrato brevemente le finalità del progetto e hanno risposto alle eventuali domande, mentre i professori hanno ricevuto una email da parte della dirigente, con il link al modulo Google a cui rispondere. Il partecipante poteva scegliere se dare o meno il proprio consenso al trattamento dei dati e, in caso di dissenso, interrompere la compilazione del questionario.
Strumenti:
La ricerca ha lo scopo di indagare i pregiudizi di studenti e docenti nei confronti delle persone affette da disagio psichico, attraverso l’analisi delle risposte date al questionario. Per realizzare il progetto sono stati utilizzati il software Raosoft e l’app Moduli Google. Il primo ha determinato quante persone era necessario intervistare per ottenere risultati che rispecchiassero il pensiero della popolazione considerata, il secondo è servito per realizzare
concretamente il questionario. Il modulo Google era composto da 16 domande, di cui tre inerenti ai dati personali (età, luogo di provenienza, genere) e le altre richiedenti l’espressione del proprio giudizio. Ognuno era tenuto a dire la sua opinione su una scala Likert da “fortemente in disaccordo” (1) ad
“assolutamente d’accordo” (5), comprendendo anche gradi intermedi. Inoltre, all’interno del questionario, sono state inserite delle domande “uguali ma diverse”, ovvero con lo stesso significato, ma poste in modo leggermente differente (domanda 1 e domanda 4, vedo sotto). Delle domande di questo genere servivano per verificare che le persone rispondessero con sincerità e, quindi, per garantire, in un secondo momento, un’analisi dei dati attendibile.
Risultati:
Sono stati raccolti in totale 261 questionari, dei quali 259 completati per intero e in modo credibile. Il numero dei docenti ammontava a 80, tra i quali 27 erano di sesso maschile (33,8%), 52 di sesso femminile (65%) e 1 si è definito “altro”(1,2%). Per quanto riguarda la provenienza, 58 vivevano in città (72,5%), 13 in paese (16,2%) e 9 hanno scelto l’opzione “altro” (11,3%). L’età media è risultata essere di 47 anni. Gli studenti, invece, erano 179*, di cui 102 di sesso maschile (57%), 75 di sesso femminile (41,9%) e 3 si sono definiti “altro” (1,1%). Considerando le risposte relative al luogo di provenienza, 104 soggetti hanno dichiarato di vivere in città (58,1%) e 75 in paese (41,9%). L’età media è risultata essere di 18 anni.
*É da precisare che il campione iniziale era formato da 181 studenti. Non sono stati considerati due questionari perché, in un caso non è stato dato il consenso al trattamento dei dati e nell’altro la compilazione non era accettabile.
Osservazioni/Analisi dei dati:
Confrontando le risposte di studenti e docenti in base al sesso, all’età e alla provenienza, non sono emerse differenze significative e degne di nota.
Per quanto riguarda più in generale le opinioni emerse dal sondaggio, gli individui coinvolti si sono rivelati d’accordo su molti aspetti che riguardano le persone affette da disturbi mentali, tranne in alcuni casi, dove la differenza di pensiero, anche se minima, è interessante da evidenziare.
DOMANDA 1
Il 38% degli studenti non è d’accordo con l’affermazione “Le persone affette da malattie mentali sono pericolose”, mentre tra i docenti è il 66,3% a considerarsi in disaccordo con essa. Molti rimangono neutrali (cliccando 3 sulla scala Likert), nonostante ciò, sono gli alunni, il 19%, a pensare maggiormente che gli individui con disagio psichico sono pericolosi, rispetto agli insegnanti, tra i quali solo una piccola porzione (1,3%) li giudica in questo modo.
DOMANDA 4
Il 13,9% degli studenti pensa che le persone con disagio psichico siano più violente di quelle “sane”; tra i professori, invece, lo pensa solo il 2,6%. Le risposte a questa domanda confermano sostanzialmente quelle date nella prima, trattandosi di domande “uguali ma diverse” (vedi sopra).
DOMANDA 6
Tra i docenti, il 58,8% si definisce “fortemente in disaccordo” con l’affermazione “I traumi psicologici causano sempre le malattie mentali”; anche la maggior parte degli studenti (72,1%) non lo pensa, tuttavia è solo il 33%, quasi la metà dei professori, a discordare fortemente con quest’affermazione, scegliendo “1” sulla scala Likert.
DOMANDA 7
Il 100% dei docenti ritiene che le persone con disturbi mentali possano essere tanto intelligenti quanto quelle “sane”. La maggior parte degli studenti è della stessa opinione dei professori (62,6%), tuttavia il 6,7% rimane neutrale e il 5% tende a pensare che gli individui affetti da disagio psichico siano di intelligenza inferiore rispetto al resto della popolazione.
DOMANDA 11
Il 91,7% degli studenti afferma che la scuola non ha approfondito/approfondisce il tema del disagio psichico. Per quanto riguarda i docenti, la maggior parte (53,8%) rivela di non aver trattato l’argomento durante le sue lezioni, ma comunque il 22,5% dice di averlo affrontato.
DOMANDA 13
Il 91,3% dei docenti è d’accordo con l’affermazione “Può capitare a tutti di ammalarsi di una malattia mentale”, mentre, tra gli studenti, il 64,8% concorda, il 18,4% rimane neutrale e il 16,8% è in disaccordo. Si può notare come le risposte tra gli alunni siano molto più varie rispetto a quelle degli insegnanti.
Conclusioni:
In conclusione, si può affermare che, in linea generale, i docenti e gli studenti del quinto anno del liceo scientifico Leonardo Da Vinci non hanno dei pregiudizi radicali sulle persone affette da disturbi mentali. Ci si aspettava che, comparando le risposte degli alunni con quelle degli insegnanti, emergesse la mentalità “antica”, chiusa dei professori più anziani, che quindi avrebbero dovuto avere più pregiudizi nei confronti di questi individui. Tuttavia, i risultati hanno rivelato pressoché il contrario, dimostrando che, in realtà, sono i docenti ad essere quasi totalmente privi di pregiudizi. I dati ottenuti si possono spiegare con il fatto che i professori hanno più esperienza in ogni ambito e, probabilmente, sono più informati sull’argomento.
Sebbene siano gli insegnanti del liceo quelli che sono rimasti meno neutrali e hanno optato per le risposte più estreme (1,5), la maggior parte degli studenti non sembra presentare pregiudizi nei confronti delle persone con un disagio psichico, anche se, in alcune domande, molti non si sono sbilanciati (scegliendo il 3 sulla scala Likert) e altri, seppur pochi, hanno dato delle risposte che accennano alla presenza di un possibile pregiudizio.